Internati ebrei e non ebrei a Sant’Ippolito

Internati ebrei e non ebrei a Sant’Ippolito.

 

 

Internati non ebrei

  1. Alborno. Il cognome compare tra quelli degli internati a Sant’Ippolito a partire da marzo ’43 assieme a Wattiez (Vattiez). Nella lista degli stranieri internati in prov. di Pesaro, conservata presso l’Archivio Centrale dello Stato, troviamo le francesi Alborno Angela di Giacomo e Geroloma Martini, nata a San Remo il 19/04/1897, e Lina Alborno in Vattiez, di Leone, nata a S. Quintin il 9/09/1920, domiciliate abitualmente a S. Quintin, entrambe a Sant’Ippolito. Si tratta di madre e figlia.  Sussidiate mensilmente, sono trattenute fino alla liberazione del territorio nel settembre ‘44. Fonti: ASCSIPP; A1; A2.
  2.   Aschiero Angelo. E’ segnalato tra gli internati che ricevono il sussidio mensile nel comune di Sant’Ippolito a partire da gennaio 1943 fino a settembre ’44 con la liberazione del territorio. E’ citato nell’opera della Carolini, “Pericolosi nelle contingenze belliche”, dalla quale se ne ricava solo la paternità: il padre si chiamava Mario. In internet troviamo una ricca biografia che conferma i dati reperiti e aggiunge importanti notizie. Aschiero era nato a Savona il 3/02/1868 da Mario e Maria Rossello. La sua famiglia originaria era contadina. Angelo, che si sposa nel 1895 e ha figli e nipoti, fa una certa carriera perché nel 1940 è “Vice console onorario di Gran Bretagna”. Tale consuetudine con il mondo anglosassone lo mette in cattiva luce presso le autorità fasciste che poco dopo l’entrata in guerra dell’Italia lo arrestano per sospetto spionaggio. Il fermo avviene, nonostante la tarda età, il 3/07/’40. Incarcerato al Marassi di Genova e poi a Savona, viene inviato nel campo di concentramento di Tremiti dove resta dal 28-08-’40 al 2-06-’40. Poi è trasferito a Pizzoli (L’Aquila) dove rimane dal 5-06-’42 al 29-12-’42, e infine a Sant’Ippolito (PS). Presso l’archivio comunale di Sant’Ippolito abbiamo riscontrato con precisione il periodo di corresponsione dei sussidi – da gennaio ’43 fino a settembre ’44 –  quindi è errato quanto risulta nell’opera sotto-citata di Martino, e cioè che resta internato fino ad agosto ’45. Aschiero torna a Savona dopo quattro anni di allontanamento e muore nel 1948. Fonti: ASCSIPP; Car; Antonio Martino in Atti e memorie della società savonese di storia patria, Savona 2011, pp. 189-201.
  3.      Saoner Romeo. In internet è accomunato ad altri antifascisti italiani emigrati in Argentina e consegnati alle autorità consolari italiane dopo il colpo di stato di Felix Benito Uriburu nel 1930. Saoner dovette rimpatriare nel ’35 e fu punito per le sue idee. Da Simonetta Carolini, Pericolosi nelle contingenze belliche, ricaviamo il seguito e i dati anagrafici: nato a Venezia l’8/08/1904, era uno scaricatore marittimo. Nel 1936 fu mandato al confino e a fine pena (24 dicembre 1940) trattenuto come internato fino al governo Badoglio nel ’43. In provincia di Pesaro compare come internato nel comune di Sant’Ippolito ad aprile ’42 ma non è stato verificato il periodo precedente. Sussidiato ogni mese, s’incrocia con Veneziani Ubaldo e con i Kuhn, oltre che con altri internati non ebrei. Il 25 agosto ’43 la questura di Pesaro ne chiede la liberazione e Saoner viene munito di foglio di via con mezzi di viaggio.  Fonti: ASCSIPP; Car; Celso Ghini, “Antifascisti in Italia” (www.ungra.it › Lungro).
  4. Wattiez (Vattiez). Si veda Alborno. Fonti: ASCSIPP; A1.

Internati ebrei

 

–         Amgyfeld (o Rosenfeld) Chama Ryfka (Rive) di Juda, nata a Jaroslav (Pol.) il 29/07/1889.

–         Goldberg Israel Joseph di Heisig nato a Wisnowiec (Pol.) il 6/02/1877.

–         Kuhn Enrico di Vittorio Leone, nato a Milano il 2/02/1882.

–         Kuhn Carla di Enrico, nata a S.M. Maggiore (No) il 17/07/1920.

–         Veneziani Ubaldo, di Alberto, nato a Roma il 22/04/1894.