Scheda

Di Porto Alberto



Didascalia:

Dalla scheda segnaletica della Questura di Pesaro del dicembre '41.

Famigliari compresenti: fratello
Coniugato/a con: Astrologo Anita
In Italia a: Roma
Percorso di internamento: C. di c di Campagna (SA) nel giugno '40; c. di c. di Gioia del Colle (BA) dal 15/8/'40 al 15/1/'41; c. di c. di Isola Gran Sasso (AQ) dal 15/1/'41; da luglio a dicembre '41 ricovero in ospedale a Roma; Mombaroccio (PS) dal 22/12/'41 a gennaio '42; Macerata Feltria (PS) dal 19/1/'42 fino al 12/9/'42, data della revoca per "atto di clemenza del Duce".
Ultima località o campo rinvenuti: Macerata Feltria (PS)
Deportato: s
Ucciso in Italia: no
Dopo la fuga e/o la liberazione a: /
Fonti: ASP; ASCMF; ASMAC; Car; EMF; MPez; Ter; M/M; ASCRO; LDM; YV.
Presente fasc. in ASP: s
Profilo biografico:

Venditore ambulante, viveva a Roma e la sua famiglia contava tre bambini piccoli. Le loro condizioni economiche erano molto precarie, tanto che venivano assistiti dalla comunità ebraica romana.

Nel giugno del '40 viene segnalato dalla questura della capitale quale "Ebreo, di sentimenti antifascisti", ed è compreso nell'elenco degli ebrei romani (n.29) da internare in caso di emergenza, lista stilata dallo stesso ufficio all'entrata in guerra dell'Italia. Qui è definito "repubblicano antifascista". Oltre a lui vi compare la sorella Elena, che sarà ricordata per la fierezza e il coraggio manifestato prima della tragica fine.

Inizialmente è ristretto nel campo di concentramento di Campagna (SA) e di qui in quello di Gioia del Colle (SA) dove è compresente con numerosi ebrei che passeranno per la Provincia di Pesaro - compreso Giuseppe Levi - con i quali è ritratto in una foto di gruppo. Altro trasferimento sarà quello nel campo di Isola Gran Sasso a gennaio '41.

In questo anno Alberto ha problemi di salute e gli viene concessa una licenza a Roma, durante la quale è sottoposto a intervento chirurgico. Mentre il medico provinciale dott. Frongia prolunga la prognosi, la questura romana annuncia alle autorità provinciali di Macerata, per conto del Ministero dell'Interno, che Di Porto sarà trasferito nel campo di Urbisaglia "se fisicamente idoneo a sopportare regime internamento". 

Tale passaggio non avviene anche per le indicazioni del medico, il quale consiglia una zona a clima mite. Si opta allora per la Provincia di Pesaro. Il questore ribadisce la sua contrarietà alla revoca della misura restrittiva, come da richiesta dall'interessatoNel frattempo Anita Astrologo, moglie di Alberto, ottiene dal ministero un sussidio straordinario di lire 250 per le precarie condizioni economiche gamiliari e la malattia di un figlio.

La prima sede pesarese è Mombaroccio, dove l'internato resta per pochi giorni nel dicembre '41, poi viene destinato a Macerata Feltria. Qui per un periodo la moglie e i figli sono con lui. Nel presentarlo alle autorità locali, il questore raccomanda alle forze dell'ordine che "dev'essere vigilato quale sospetto politico, capace di svolgere attività disfattista".

Altri fratelli Di Porto vengono internati. Si tratta di Elena, Vitale e Settimio. Quest'ultimo avrebbe voluto avvicinarsi a Pesaro ma resterà al Sud.

Poi la tragedia. Come si legge nel Libro della memoria, la moglie di Alberto, Anita Astrologo (nata il 6/05/1911) e i figli Angelo (nato il 2/5/1936), Settimio (nato il 4/12/1938) e Graziella (nata il 31/5/1942) vengono arrestati a Roma nella retata del 16 ottobre '43 e uccisi all'arrivo ad Auschwitz.

Lui è catturato l'8 maggio '44 e dopo Roma-carcere e Fossoli-campo è deportato ad Auschwitz, da cui non farà ritorno. Sette fratelli Di Porto - Alberto, Amedeo, Elena, Giacomo, Mario, Pacifico e Vitale - vengono uccisi nei lager nazisti.