Scheda

Finzi Guido



Didascalia:

Dalla scheda segnaletica della Questura di Pesaro del luglio ’40.

Famigliari compresenti: moglie convivente
Coniugato/a con: Pesaro Anita (Annita)
In Italia a: Livorno
Percorso di internamento: Sant'Angelo in Vado (PS) dal 7/7/'40 al 30/7/'43.
Ultima località o campo rinvenuti: Sant'Angelo in Vado (PS)
Deportato: no
Ucciso in Italia: no
Dopo la fuga e/o la liberazione a: /
Fonti: ASP; A1; Car; ASCSAINV; ETos; ASCLI; LDM.
Presente fasc. in ASP: s
Profilo biografico:

Quando si sposa, nel 1900, risulta che il suo lavoro sia quello di fabbro, ma è figlio di merciaio e con ogni probabilità torna al mestiere di famiglia. Diviene venditore ambulante e vive a Livorno. 

Nel giugno del '40 la prefettura della sua città, dopo aver ricordato che gli è stata revocata la licenza di commercio, nota con preoccupazione che Finzi "potrebbe quindi svolgere attività non consentita." Aggiunge che è "di indole antifascista". Per analogia con il suo caso si vedano i casi di altri venditori ambulanti come Disegni Manlio, Disegni Ernesto e Disegni Lanciotto, oltre che di Bueno Sirio, Bueno Mario e Funaro Ida.

Il mese successivo alla segnalazione, Finzi viene internato a Sant'Angelo in Vado in Provincia di Pesaro, dove resterà per tre anni esatti. A partire da ottobre del '42 nei rendiconti dei sussidi ricevuti compare anche il nome della moglie non internata e con lui convivente. Nella vicina Urbino intanto la loro nuora Berta sta scontando due mesi di carcere per non aver potuto pagare una contravvenzione. Ma l’aspettano giorni ben peggiori.

Guido Finzi è liberato dall’internamento con le disposizioni del Governo Badoglio e il 30 luglio '43 torna nella sua città. 

Successivamente, il 27 dicembre '43, viene fermato con un gruppo di altri ebrei presenti a Campiglia Marittina (LI) e arrestato "per essere assegnato al campo di concentramento". Si tratta di 19 persone, fra cui quattro bambini. La comunicazione viene fatta dal commissario prefettizio al Questore di Livorno. Con Guido Finzi, la moglie di 56 anni e numerosi parenti sia di lei che di lui. Fra questi ultimi, Ida e Eleonora Finzi di Natale, sorelle di Guido.

Non sappiamo in quali strutture o carceri vengano tradotti inizialmente. Il documento successivo porta la data del 17 maggio '44. Qui il Questore di Livorno scrive alla direzione delle carceri di Pisa per pregarla di ricevere e trattenere "i sottonotati individui di razza ebraica". Segue l'elenco con gli stessi nomi degli arrestati di dicembre, fra cui i quattro bambini più un altro caso, per un totale di 20 arrestati. Ed è interessante notare il rifiuto di recludere i piccoli, in ragione dell'età, da parte del capoguardia delle carceri di Pisa.

I minori vengono rimandati a Livorno con la madre di due di essi e indirizzati presso una struttura retta da suore, in attesa degli ordini superiori. 

Il 23 giugno '44 gli altri arrestati, fra cui Guido Finzi e la moglie Annita Pesaro (di Isacco e Ester Cremisi), vengono scarcerati, come sappiamo da  nota  manoscritta sul testoSono stati liberati tutti dalle carceri di Pisa a seguito dello stato di emergenzaSembra dunque che siano i bombardamenti a mettere in salvo l'ex internato.

Tuttavia la tragedia incombeva già sulla famiglia. Due figli di Guido erano morti prematuramente, restava Natale, che presso l'archivio storico del comune di Livorno risulta chiamarsi anche Isacco Salomone

Natale (Natalino), nato a Livorno il 18/11/1908, e la moglie Della Riccia Berta, nata a Pisa il 20/10/1910, incinta, nel dicembre ’43 vengono arrestati nel grossetano da italiani e detenuti a Roccatederighi campo. La figlioletta Gigliola nasce il 19 febbraio ’44 durante la reclusione. I genitori e la neonata sono deportati al campo di Fossoli e di lì il 16 maggio ‘44 ad Auschwitz. Nessuno di loro torna. Stessa sorte per la sorella di Berta, Luciana, e per il loro padre Erasmo.

Sulla base di testimonianza riportata nel volume Ebrei in Toscana, citato nelle fonti pubblicate, scopriamo con orrore la fine della piccola Gigliola di soli tre mesi che, appena giunta ad Auschwitz, era stata nascosta dalla madre ma veniva scoperta dal suo pianto e subito uccisa.