Scheda

Kornberg Estela



Didascalia:

Fototessera del 20 luglio '40 (ASP).

Famigliari compresenti: /
Coniugato/a con: nubile
In Italia a: Genova
In Italia da: Germania
Percorso di internamento: Fano (PS) dal 26/7/'40 al 27/11/'40; Macerata Feltria (PS) dal 27/11/'40 al 28/12/'40; Montefalco (PG) dal 3/1/'41 a fine anno. Todi (PG) da gennaio '42; Città di Castello (PG). Ricoverata in ospedale a Perugia nell'ottobre '43, è arrestata da soldati tedeschi ma riesce a fuggire.
Ultima località o campo rinvenuti: Città di Castello (PG)
Deportato: no
Ucciso in Italia: no
Dopo la fuga e/o la liberazione a: Genova
Fonti:

ASP; A3, b.16; ASP3; EMF; ASCMF; Bad.


Presente fasc. in ASP:
Profilo biografico:

Era dottoressa in medicina. Entra in Italia dalla Germania il 18 novembre del '39 per motivi di studio e si stabilisce a Genova. Nel permesso di soggiorno si precisa che non è autorizzata "ad assumere occupazione nel Regno".

Il 14 giugno viene arrestata e con ogni probabilità resta reclusa fino alla destinazione stabilita dalle autorità, che sarà Fano in Provincia di Pesaro, dove giunge il 26 luglio '40.

Il 21 agosto la polizia di Fano informa il Questore di Pesaro circa la presenza di "ebrei dimoranti in alberghi" e fa il suo nome specificando che è internata; oltre a lei è presente Bensussan Sara Cassan, "suddita greca", che se ne andrà a fine mese.

Intanto non passano inosservati i contatti di Estela con l’ebreo Luigi Buchwald naturalizzato boliviano e ricercato dalla Questura di Genova come sovversivo politico. Forse per questo è trasferita all'interno della provincia per ragioni disciplinari. L'internata conosce un breve periodo di permanenza a Macerata Feltria, poi viene destinata alla Provincia di Perugia dove nel corso dei tre anni seguenti si sposta attraverso tre comuni.

Il 3 dicembre '41 la Delasem di Genova la nomina corrispondente e dunque portavoce degli altri ebrei internati per la sede di Montefalco, che Estela deve lasciare ben presto per Todi.

Una comunicazione del questore di Perugia datata 19 gennaio '42 e conservata presso l'Archivio di Stato di Pesaro nel fascicolo di Achille Guglielmi, ci fa sapere che tra i due internati, entrambi medici e pure rimasti a lungo a Montefalco, era nata dell'amicizia. Infatti il questore scrive agli uffici omologhi di Pesaro, Ancona, Pistoia, Livorno e alla stazione dei carabinieri di Montefalco per far sapere che la Kornberg ha chiesto di corrispondere per lettera sia con lui, attualmente a Fano, che con sua moglie Elsa (Zamorani), domiciliata ad Ancona in viale Trieste.

Nella lista dei corrispondenti compaiono altri nomi: i dottori David Davidovic internato a Montefalco, Guetta Corrado residente a Livorno, e la famiglia Nadel internata a Montecatini Terme. Le questure di riferimento dovranno dire se nulla osti alla corrispondenza epistolare tra queste persone.

Nell'ottobre '43, mentre si trova ricoverata presso l'ospedale a Perugia, Estela è arrestata da soldati tedeschi. Poiché le carceri sono piene, viene condotta presso l'Hotel Europa e di qui nuovamente ricoverata in ospedale. Si salva perché, avvertita da persone amiche che è prevista la sua deportazione in Germania, riesce a fuggire e a nascondersi. Resta in questo rifugio, a Perugia, fino alla liberazione del territorio.

Nel 1959 da Genova la dottoressa Kornberg - coniugata Severini dal ‘55 - presenta richiesta di risarcimento allo Stato tedesco per la persecuzione razziale subita e ne ripercorre l'iter a partire dall'arresto a Genova del 14 giugno 1940.

In Arolsen Archives è presente la scheda che la vede internata a Perugia nel maggio '43.