Scheda

Reich Albert



Famigliari compresenti: /
Coniugato/a con: divorziato
In Italia a: Santa Margherita Ligure (GE)
In Italia da: /
Percorso di internamento: Macerata Feltria (PS) dal 9/10/'40 all’8/11/'40. Sassocorvaro (PS) dal 12/11/'40 al 4/3/'41.
Ultima località o campo rinvenuti: Sassocorvaro (PS)
Deportato: no
Ucciso in Italia: no
Dopo la fuga e/o la liberazione a: /
Fonti:

ASP; ASCS; EMF; ASCMF; Bad.


Presente fasc. in ASP: s
Profilo biografico:

Era medico specializzato. Entra in Italia il 23 settembre '38 con passaporto rilasciato a Berlino e va a risiedere a Santa Margherita Ligure (GE) dove vive la ex moglie tedesca, non ebrea, la quale affitta camere in una casa non di proprietà.

Albert si avvale di sovvenzioni da parte dei fratelli emigrati in Palestina e attende il permesso di partire per gli USA. E’ fornito di un affidavit per un viaggio di sola andata, ottenuto dal cognato vivente a Los Angeles. Grazie a ciò, nel ’40 il suo nome è iscritto presso il Consolato americano a Napoli. 

Tali notizie sono contenute in una lettera che Albert scrive a un parroco di Genova di nazionalità tedesca, Carlo Burkart, nell’ottobre ‘40. Lo scrivente chiede l’aiuto del sacerdote in tono grave: ha problemi di salute e carenza di denaro. Inizialmente la Prefettura di Genova aveva espresso parere contrario alla concessione del sussidio ritenendo le sue condizioni economiche discrete, poi gli aveva riconosciuto il diritto, benché lire 6,5 al giorno fossero insufficienti per le cure mediche che doveva sostenere.

Nella petizione la parola suicidio ricorre più volte e l’ispettore del ministero dell’Interno che esamina il testo ne riferisce ironicamente come di una furbizia tipica della "razza ebraica".

Dopo due mesi di internamento a Macerata Feltria, grazie al sostegno del medico condotto viene trasferito a Sassocorvaro, sempre in Provincia di Pesaro, dove è presente l'ospedale. Infine, nel marzo '41, è prosciolto dall’internamento e inviato a Santa Margherita Ligure presso la ex moglie, soggetto comunque alla vigilanza della polizia. Non sappiamo quando e se riesca ad espatriare.