Scheda

Schnitzler Robert



Didascalia: Dalla scheda segnaletica della Questura di Pesaro del luglio '42. Famigliari compresenti: /
Coniugato/a con: celibe
In Italia a: Milano
In Italia da: Vienna
Percorso di internamento: C. di c. di Campagna (SA) presente da settembre '40 (Apz) fino a luglio '42; Borgopace (PS) dal 10 luglio ad agosto '42, poi trasferito per mancanza di posto; Urbania (PS) dal 22/8/'42 al 4/12/'43 quando fugge.
Ultima località o campo rinvenuti: Urbania (PS)
Deportato: no
Ucciso in Italia: no
Dopo la fuga e/o la liberazione a: /
Fonti: ASP; ASCU; ASCU2; A1; A2.
Presente fasc. in ASP: s
Profilo biografico:

Era un impiegato di banca. Entra in Italia da Vienna il 21 luglio del '39 e si stabilisce a Milano. Internato nel settembre ’40 nel campo di concentramento di Campagna (SA), vi resta per poco meno di due anni.

Giunge in Provincia di Pesaro nel luglio ’42 e viene mandato a Borgopace benché nel piccolo paese non esistano possibilità ricettive. Infatti, come scrive lui stesso in una lunga lettera, è costretto a dividere una stanza angusta e soffocante con un internato politico che l'ha accolto provvisoriamente. Le loro condizioni di vita per come le descrive appaiono misere quanto quelle di un carcerato.

Per di più, in un passo in cui parla in terza persona confessa di essere “nell’ignoranza pressoché assoluta della lingua italiana, e gli sforzi, quasi sempre inutili, con cui tenta di superare tale ostacolo non fanno che aggravare le sue condizioni generali di salute.” In paese, aggiunge, non vi sono persone che conoscano la lingua tedesca perciò nessuno può aiutarlo o assisterlo quando ne ha bisogno.

Qualcuno in ogni caso deve averlo aiutato a scrivere e l’ha fatto in una grafia estremamente regolare e con linguaggio forbito, riuscendo a fargli ottenere quanto richiede: il trasferimento “in un qualunque altro paese ove vi sia l’ospedale”.

A Urbania, sempre in Provincia di Pesaro, dove giunge nell’agosto ’42, Robert è sussidiato, come risulta dai registri contabili. Qui si mette in contatto epistolare con i vecchi compagni di internamento del campo di concentramento di Campagna: tra settembre e ottobre '42 scrive al dr. Horst Wolf, a Daniel Hammerschmidt (fratello di Jenny) e a Erich Schechter.

Infine, il 4 dicembre '43 nelle ore drammatiche dell’arresto generalizzato degli ebrei, per evitare la cattura fugge da Urbania con I.Olschowski, Mosè Rosenzweig, L. Grüner e A.Brandweiner. Dopo la fuga, di lui si perdono le tracce.