Scheda

Stawski Hans Wolf



Didascalia:

Dalla scheda segnaletica della Questura di Pesaro del maggio ’42.

Famigliari compresenti: moglie convivente e figli
Coniugato/a con: Cohen Gertrude
In Italia a: Milano
In Italia da: /
Percorso di internamento: C.di c. di Campagna (SA) fino al 18 maggio '42; Urbania (PS) dal 20 maggio al 18 agosto '42; Gussola (CR) da agosto '42; Palvareto (CR) presente nel maggio '43.
Ultima località o campo rinvenuti: Gussola (CR)
Deportato: noi
Ucciso in Italia: no
Dopo la fuga e/o la liberazione a: /
Fonti:

ASP; ASCU; ASCU2; APz; Bad.


Presente fasc. in ASP: s
Profilo biografico:

 Era ingegnere ed era domiciliato a Milano. Non sappiamo da quale data abbia inizio l'internamento. Nel maggio '42 giunge a Urbania in Provincia di Pesaro dal campo di concentramento di Campagna (SA). Quando si presenta alle autorità pesaresi - lo stesso giorno di Paolo Schwarz - ha in mano una lettera di presentazione del vescovo di Campagna,  mons. Palatucci. Il prelato scrive che la fede dell'internato è quella cattolica e auspica per lui una buona sistemazione nella nuova provincia.

Tuttavia, la fede non è un argomento significativo per i tempi. Nella lista degli internati a Urbania in cui si distingue la "razza" dalla religione professata, Hans risulta ebreo. 

Nel breve periodo di permanenza a Urbania, Stawski scrive molte lettere, di cui sono annotati gli estremi nell'apposito registro degli internati. Fitta la corrispondenza con la moglie a Milano. Inoltre indirizza posta più volte ad ebrei internati nel campo di concentramento di Campagna: a Mosè Rosenzweig (mag./ago.), a Hermann Hakel (giu./ago.) e a Kurt Winsberg (giu.). A quest'ultimo scrive in agosto anche a Lamporecchio, in Provincia di Potenza. Poi indirizza una lettera a Joseph Meyer a Potenza (lugl.) e a Francesco Prochaska internato a Sassocorvaro (lugl.).

Nel giugno '42 la moglie Gertrude lo raggiunge a Urbania. Il figlio Pietro ha 4 anni, la figlia Gabriella, 2 anni. Il 18 agosto ’42, con foglio di via obbligatorio, la famiglia lascia Urbania per Pesaro dove si presenta in questura. Lì ottiene il successivo foglio di via per Cremona “con mezzi di viaggio solo per il marito”.

Raggiunta Gussola (CR), tutti e quattro vengono internati, come risulta nel database di A. Pizzuti. Da tale sede si spostano perché in Arolsen Archives troviamo che nel Maggio '43 Stawski è a Palvareto, ancora in provincia di Cremona.