Scheda

Venanzi Nello



Famigliari compresenti: moglie convivente e figlio
Coniugato/a con: Camizzoli Maria Amalia
In Italia a: Milano
Percorso di internamento: C. di c. di Istonio (CH) da giu./lug. ai primi di dicembre '40; Tavoleto (PS) dal 2/12/'40 a febbraio '41; Macerata Feltria (PS) dal 27/2 al 19/11/'41, data della revoca.
Ultima località o campo rinvenuti: Macerata Feltria (PS)
Deportato: no
Ucciso in Italia: no
Dopo la fuga e/o la liberazione a: /
Fonti: ASP; ASCMF; Car; EMF.
Presente fasc. in ASP: s
Profilo biografico:

Era avvocato, con studio proprio a Milano. Nel giugno '40, con l'entrata in guerra dell'Italia, viene così segnalato dal Prefetto della sua città: "Di notori sentimenti antifascisti, continua a svolgere attività contraria al regime".

Il mese seguente, nell’informare la direzione del campo di concentramento di Istonio (CH) dove Venanzi è stato internato, il questore milanese rincara la dose: lo stesso è di “spiccati” sentimenti antifascisti per i quali ha precedenti, e da libero svolgeva “intensa” attività contraria al Regime.

Alla fine dell'anno, a dicembre, poiché non viene riconosciuto idoneo a sopportare il regime del campo di concentramento, è destinato all'internamento "libero" in Provincia di Pesaro dove conoscerà due comuni. La relazione del direttore del campo di Istonio al questore marchigiano rimarca che durante i cinque mesi precedenti l’internato ha tenuto un contegno alquanto rispettoso. “Avvicinava solo i compagni di mensa e di camera”, precisa. 

A Tavoleto con Venanzi sono presenti anche il figlio e la moglie, la quale interviene ripetutamente in favore del marito affinché possa essere sottoposto a visita medica e gli sia consentito di lasciare il paese freddo e inospitale, “primitivo” per usare le sue parole, dove l'hanno mandato.

Il trasferimento a Macerata Feltria avviene nel febbraio del ’41. Nel nuovo comune troviamo tracce di spese mediche a settembre, due mesi prima della revoca. Alcuni testimoni del paese lo ricordano a distanza di tempo e uno di questi afferma che Venanzi fosse un esponente del partito comunista.

Nel dicembre del ‘41 l’ex internato delega il correligionario Spizzichino Cesare a ritirare i suoi documenti personali presso la Questura di Pesaro. Poi non abbiamo più notizie.