Scheda

Auerbach Amalia



Famigliari compresenti: /
Coniugato/a con: divorziata
In Italia a: Merano
In Italia da: /
Percorso di internamento: Macerata Feltria (PS) dal 20 marzo al 14 dicembre '41, con periodi a Pesaro per ricoveri in ospedale. La revoca formale del dicembre ’41 è senza effetto essendo costretta a rimanere in Provincia di Pesaro almeno fino a gennaio '45.
Ultima località o campo rinvenuti: Macerata Feltria (PS)
Deportato: no
Ucciso in Italia: no
Dopo la fuga e/o la liberazione a: Pesaro, poi Merano
Fonti:

ASP; ASP2-cart.'42; ASCMF; CS; EMF; Bolz; Merano.


Presente fasc. in ASP: s
Profilo biografico:

In Italia a Merano dal 1917. Frequenta la scuola commerciale e nel '21 viene assunta come impiegata presso il Banco di Roma con sede nella stessa Merano. Negli anni seguenti cambia diverse volte domicilio pur restando in città. Nel '38 è inserita nel primo censimento della popolazione ebraica voluto dal Regime fascista. Classificata come ebrea rumena viene licenziata dalla banca. Nell'estate del '39 deve lasciare Merano.

Ripara a Verona dove nel marzo seguente - 1940 - è incarcerata per "sospetto spionaggio e promozione di attività antinazionali" secondo le affermazioni del questore. La decisione ministeriale di internarla in Provincia di Pesaro è rinviata di mese in mese per gravi e comprovate ragioni di salute, compresa una marcata debolezza della vista.

Solo nel marzo '41 la misura di polizia diventa esecutiva. Amalia viene accompagnata a Pesaro da un'infermiera e dal rabbino capo di Verona. In seguito, dopo l'internamento a Macerata Feltria, è più volte ricoverata in ospedale per aggravamento dei disturbi. Dopo la revoca formale del dicembre '41, il Ministero autorizza il suo rientro a Verona ma le autorità che dovrebbero accoglierla la rifiutano, trovandosi la città in zona “militarmente importante”.

Nel luglio '42 il nome della Auerbach è incluso nell’elenco degli ebrei che in Provincia di Pesaro hanno presentato domanda per poter lavorare in base alle disposizioni previste per la precettazione civile. Ma poiché nel documento si sottolineano le sue non buone condizioni di salute, non sappiamo se sia stata accettata.

Una volta liberato il territorio, nel gennaio '45 Amalia presenta al Questore di Pesaro richiesta di sussidio quale ex internata. Il diritto le viene riconosciuto con retroattività dalla data della revoca, che di fatto non ebbe luogo. Come precisa il questore, Amalia rimase priva sia di mezzi che del sussidio per tre anni, ma nell’agosto ’42 fu ricoverata in ospedale a spese dello Stato attingendo al fondo degli internati.

Nel '46 la Auerbach fa ritorno a Merano dove ritrova l'amica Senta Wolfshon, reduce da analoghe vessazioni.